Amianto naturale: indicazioni per la sicurezza sul lavoro

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Qual è la situazione dell’amianto di origine naturale in Italia? Ad affrontare questo tema è il documento Inail “Amianto naturale e ambienti di lavoro”, realizzato dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti ed insediamenti antropici (DIT) insieme alla Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione (Contarp).

L’amianto è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso, che appartiene alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. Si ottiene a seguito di un’attività estrattiva, e il suo nome deriva dalla parola Asbesto che tradotto significa “Che non si spegne mai”. La sua composizione chimica è variabile ed è costituita da fasci di fibre molto fini. La sua pericolosità consiste nella capacità di rilasciare fibre potenzialmente inalabili dall’uomo e in grado di dividersi in senso longitudinale, anzichè trasversale come le altre tipologie di fibre. I materiali più pericolosi sono quelli contenenti amianto friabile, mentre il cemento-amianto, conosciuto anche come eternit, ha una pericolosità inferiore in quanto presenta al suo interno dal 10% al 15% di fibre, al contrario dei materiali friabili, in grado di arrivare anche al 100% di presenza di fibre. Anche lo stato di conservazione determina la sua pericolosità.

L’obiettivo dello studio “Amianto naturale e ambienti di lavoro” è diffondere informazioni e conoscenze in merito alla presenza di amianto naturale nell’ambiente lavorativo, migliorando la consapevolezza nella gestione di queste situazioni e promuovendo la conoscenza di una materia tanto complessa, così come una governance che abbia al centro la tutela dei lavoratori e degli ambienti. Lo studio è dunque operativo e propone indicazioni pratiche per attività lavorative come l’estrazione e la lavorazione di pietre ornamentali e di pietrisco, le bonifiche di siti contaminati da amianto naturale, gli scavi per gallerie stradali e ferroviarie, le opere di urbanizzazione, le lavorazioni agrarie, la rimozione e la bonifica di ballast.

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